Doha Zaghi, esclusa dalla politica per il suo mestiere ed i suoi passatempi. E’ più grave essere fascista, dice

Doha Zaghi: 31 anni, emiliana, dominatrice di professione. Il suo mestiere consisteva nel fare video nei quali umiliava e sottometteva gli uomini. Era candidata a Como con la lista di Carlo Calenda ma qualcuno ha deciso di farla fuori.

Qualcuno, inaspettatamente, ha deciso di eliminare il nome di Doha Zaghi dalla lista di Carlo Calenda alle amministrative che si terranno a giugno a Como. Forse perché la 31enne è emiliana e vive sul Lario non da molto? A quanto pare no: la ragione parrebbe risiedere nella professione di Doha.

Doha Zaghi Instagram

La giovane donna, infatti, è una mistress, o dominatrice che dir si voglia. Il suo nome d’arte è Lady Dominique. Il suo lavoro consiste nel sottomettere e umiliare gli uomini – che pagano per essere trattati così – calpestandoli o tirando loro calci ai genitali. Il tutto su richiesta degli uomini stessi e dietro lauto compenso. La sottomissione viene ripresa attraverso video che la 31enne pubblica sui suoi profili social mantenendo, ovviamente, anonima l’identità dei suoi clienti. Anche perché – come lei stessa ha ammesso in diverse interviste – tra i suoi “slaver” – alias schiavi – ci sono personalità di spicco: avvocati, imprenditori, politici. Doha ha ammesso di avere clienti sia di Sinistra sia di Destra e che questi ultimi sono particolarmente fissati con pratiche omosessuali.

Non solo. Intervistata da Fanpage, la mistress del Lario ha spiegato di avere alcuni schiavi fissi che svolgono per lei anche pratiche non sessuali come farle da autista o pulirle la casa. La donna è rimasta stupita dal fatto che l’abbiano eliminata dalla rosa dei candidati consiglieri della lista Calenda a Como. A suo dire essere fascisti è ben più grave che svolgere il suo mestiere: “Sabato scorso è stata annunciata la mia candidatura ed è esploso il putiferio. Inizialmente nessuno ha avuto dubbi sulla mia candidatura, nemmeno la candidata sindaca. Sabato però mi è stato chiesto di fare un passo indietro ed è uscito un comunicato stampa nel quale si diceva che non ero più candidata. Chi si candida non deve essere colluso con la Mafia e non deve essere fascista. Io penso che essere fascista sia ben più grave che essere una dominatrice“. Doha spiega che per escluderla si sono soffermati su video blasfemi che, a suo dire, rappresentano solo una minima parte della sua produzione. Secondo la 31enne i veri motivi che hanno portato a farla fuori sono altri: “Io sono una donna dominante, sottometto e domino gli uomini e questo disturba. Dichiarare che il mio profilo non è adatto è assurdo quando in parlamento ci sono persone che non sanno parlare l’Italiano” – ha concluso la donna. Doha ha inoltre precisato che il partito locale la sostiene. Pertanto, la decisione della sua esclusione, viene direttamente da Roma, da Carlo Calenda in persona che, infatti, non l’ha contattata per esprimerle solidarietà ma si è eclissato.

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