La lotta all’evasione fiscale è uno dei presupposti da cui partire per salvare l’Italia, secondo l’ex Premier Romano Prodi. Un’idea ribadita all’iniziativa “Bologna al futuro”, organizzata dalla fondazione per la Collaborazione tra i popoli da lui presieduta.
La missione data a Vittorio Colao di presiedere un Comitato di esperti di diverse materie per teorizzare possibile via di uscita dalla crisi, è culminata in un progetto per aiutare l’Italia, punto di partenza per i cambiamenti necessari a preparare una nuova fase di sviluppo. Il rapporto Colao – “Iniziative per il rilancio 2020-2022” – inquadra la crisi in un contesto di riforme che appaiono limitanti circa l’approccio da attuare per gestirle. Il rapporto è, per l’ex Premier Romano Prodi, un utile strumento per aiutare il Governo a prendere decisioni. “Pensavo quindi che cominciasse subito la discussione per arrivare a rapide decisioni almeno sui temi elencati come prioritari”, scrive il professore su Il Messaggero. Ma, come si sa, invece di passare dalla teoria alla pratica, Palazzo Chigi ha convocato gli Stati Generali. Chiacchiere, su altre chiacchiere.
La sfilata di sindacati, associazioni, rappresentanti del terzo settore, in una villa Pamphili blindata, avrebbe potuto essere fatta anche a Palazzo Chigi. C’era davvero la reale necessità di avere un confronto con le parti quando, da ormai più di due mesi, si dialoga e ci si interroga sulle misure che potrebbero essere adottate per reagire alla crisi? Ciascuno, a questo punto dei giochi, è conscio di ciò che manca, di ciò che serve, di ciò che è utile. Ed anche Giuseppe Conte, che durante le conferenze stampa di questi mesi ha annunciato misure riempiendo i suoi interventi di paroloni forbiti e paragoni da slogan pubblicitario – “potenza di fuoco”, ad esempio – ne è ben consapevole. Forse, i sette giorni di incontri potrebbero essere un modo per prendere altro tempo per sopperire e camuffare la realtà. Una realtà piena di promesse e speranze, ma anche di delusioni e di buchi nell’acqua.
“I partecipanti agli Stati Generali dovrebbero essere chiamati a concentrare il loro specifico contributo sulle modalità di realizzazione e sui costi delle principali proposte che il Comitato Colao ha messo sul tavolo”, scrive Prodi nel suo editoriale. Non ha poi tutti i torti, se almeno si vuole dare agli Stati Generali un senso. Ma il ruolo di questi ultimi, invece, sembra essere limitato ancora una volta a un ruolo di consiglio e di ascolto a supporto di decisioni che comunque sono nelle mani di Giuseppe Conte, che preferisce ancora una volta posizioni di facciata con cui dividersi le responsabilità, senza che in realtà ciò avvenga. E lasciare un Parlamento vuoto, a marcire, privato del suo senso. Il futuro dell’Italia è tutto nel presente. E richiederebbe una rapida decisione. “Il tempo dell’analisi è infatti esaurito”, prosegue Prodi. E per un paese ormai scettico, occorrono scelte forti, provvedimenti che diano all’Italia il segno di cambiamenti duraturi.
“Lotta all’evasione fiscale? Una priorità”
“Possiamo partire dalla battaglia di tutte le battaglie, che condiziona i nostri equilibri futuri, cioè la lotta all’evasione fiscale”, suggerisce Romano Prodi. Un obiettivo, questo, ribadito fin dai primi momenti dell’insediamento del Conte II e da raggiungere – come ricorda Il Sole 24 ore – con norme sui pagamenti elettronici; lotta alle frodi sull’Iva e sulle accise; nuovi limiti alle compensazioni; incentivi per l’uso di forme di pagamento tracciabili; più spazio all’analisi dei dati e all’incrocio delle informazioni a disposizione dell’agenzia delle Entrate. Il passaggio dal contante ai nuovi sistemi di pagamento, fino alla progressiva sostanziale abolizione della moneta cartacea, ricostituirebbe per Prodi il tessuto etico dell’Italia, e metterebbe fine al drammatico problema del nostro deficit di bilancio. L’idea è stata ribadita, informa l‘HuffPost, parlando all’iniziativa online “Bologna al futuro”, organizzata dalla fondazione per la Collaborazione tra i popoli da lui presieduta. “E’ una mia ossessione: se noi non lottiamo contro l’evasione fiscale il Paese non si salva”, ha affermato Romano Prodi. “Piaccia o non piaccia – ha aggiunto – lottare contro l’evasione fiscale significa registrare tutto o per lo meno restringere l’uso del contante”.
In questo scenario si potrebbe obbligare ad una corposa cauzione tutti coloro che intendono ricorrere nei processi amministrativi, suggerisce il dem. Poi, si spinge oltre suggerendo di concedere una maggiore liberalizzazione nel cambio di destinazione degli immobili. In altri campi, propone – per rispondere all’immediato bisogno di insegnanti in quest’emergenza – si permettere un volontario aumento delle loro ore di insegnamento accompagnato da un adeguato aumento di stipendio; ed anche di estendere il volontariato fra i giovani fino a farlo diventare obbligatorio come servizio civile. “Decisioni difficili, ma indispensabili per la stessa vita del Governo”, ha proseguito Prodi nell’editoriale sopra ricordato. In ogni caso, il momento delle analisi è finito: per sopravvivere bisogna che il Governo tragga le conclusioni. Al contrario, gli Stati Generali mostrano diversi ostacoli. Il primo: un eccessivo numero dei componenti del comitato stesso. Il secondo: poca pratica.
Fonte: Il Messaggero, HuffPost, Il Sole 24 ore