Emma Bonino ne ha una per tutti. La leader di +Europa è intervenuta in particolare sulla vicenda dei fondi russi alla Lega di Matteo Salvini, ma anche sul ruolo dell’Italia e altre questioni all’ordine del giorno.
Ha ammesso neanche troppo velatamente di aver ricevuto finanziamenti dallo speculatore George Soros. Emma Bonino ha fatto i conti su +Europa, il suo partito di orientamento europeista e liberale che non gode certo di buona salute. Il risultato delle Europee è stato schiacciante: 833,443 voti, pari al 3,11%. Un calo di consensi che ha palesato da un lato la disgregazione totale del partito; dall’altro l’inutilità dei finanziamenti. I 200mila euro di George Soros e dalla moglie Tamiko Bolton non sono bastati, e neanche quelli di Peter Baldwin, filantropo e marito di Lisbet Rausing; o quelli del Centro Democratico, il partito fondato nel 2012 dall’ex Udc Bruno Tabacci. Insomma tutto è inutile e per tirare acqua al suo mulino si scaglia contro la Lega di Matteo Salvini, usando come pretesto la questione dei fondi russi.
“Lo scandalo a cui da anni ci si trova dinanzi, molto prima delle intercettazioni del Metropol, non è che da Mosca possano essere arrivati illegalmente fondi a un partito italiano” – dice Emma Bonino forse riferendosi implicitamente ai rubli che da Mosca arrivavano nelle casse del Partito Comunista Italiano – ma che più partiti italiani, con in testa la Lega, abbiano scelto in modo dichiarato un rapporto preferenziale con Putin in funzione anti-europea” e lo dice riguardo Moscopoli parlando con Repubblica. “Inquietante il fatto che possano essere arrivati illegalmente fondi a un partito italiano, ma la cosa grave è l’alleanza contro l’Europa. Il regime di Putin teorizza la fine dei diritti liberali come nuova frontiera della civiltà politica, con i dissidenti incarcerati, con violazioni costanti del diritto internazionale”, denuncia Bonino. Quanto all’elezione di Ursula Von der Leyen alla Commissione europea che ha spaccato il Governo giallo-verde Emma Dice: “Il Governo non ha preso una posizione sbagliata. Ha fatto di peggio, non ne ha presa nessuna. La credibilità internazionale dell’Italia è nulla ed è un grosso problema”, dice la radicale. Poi prosegue: “L’Italia non procede in nessuna direzione, va a caso, senza bussola, guidata unicamente da strategie di consenso interno dei partiti di Governo. Il ‘mondo’ per questo esecutivo non esiste, è solo il campo di gioco di partite nazionali”. In particolare Emma Bonino sottolinea la “bassa, tendente al nulla” credibilità dell’esecutivo: “L’Italia non è un problema. Ed essendo un grande paese è un grosso problema. Le campagne contro la Commissione e la Germania, le felpe contro l’euro di Salvini, l’alleanza del M5S con il gilet gialli, il sarcasmo contro le letterine di Bruxelles sull’equilibrio di bilancio. E sul piano globale la pretesa di essere alleati insieme della Russia e degli Usa, in funzione anti Ue, quando è evidente che, a prescindere da Trump, non si può essere insieme a favore e contro le strategie globali dell’Alleanza Atlantica”.
Quanto all’idea di un commissario per l’Africa: “E’ un importantissimo dossier non per fermare l’invasione o contro l’immigrazione, ma per lavorare su un grande accordo per un’area di libero scambio Africa/UE. Una strategia che metterebbe l’Italia al centro di flussi di investimenti e di rapporti politico-commerciali con i paesi africani, anche contro l’immigrazione irregolare”.
Sugli equilibri di Governo, per Bonino il compito della minoranza è quello di fare opposizione a ciò che fa il Governo e anche costruire un’alternativa basata su stabilità finanziaria, ambientale, demografica e strategica. L’intervento della radicale si conclude con un cenno all’uso dei social da parte del Ministro Salvini che ha coinvolto anche Maria Elena Boschi:
“Abbiamo superato il limite di guardia di volgarità e insulti inaccettabili. Quello scatenato sui social è da rabbrividire, così come il termine di “zecca tedesca” alla Rackete, semplice avversaria della sua policy. È inconcepibile avere un hater professionale come Ministro dell’interno – prosegue e azzarda una teoria cospirazionista, Emma, non diversa da quelle che hanno al centro il suo amico Gerorge Soros- c’è una strategia scientifica e “ingegnerizzata” di inquinamento mediatico e digitale e di destabilizzazione del processo democratico in tutti i paesi che il Cremlino considera nemici”.
A sua volta Matteo Salvini ha condiviso sul suo profilo Twitter l’articolo, commentando: “Un hater al Viminale”. Poi, faccine sorridenti. Un messaggio ironico, ma quanto basta per scatenare una raffica di commenti. “Ma perché dobbiamo pagare lo stipendio a questa?”, si legge in risposta al tweet. Oppure: “È stata una grandissima donna ma pare che ora abbia perso la ragione. Vergogna per chi preferisce l’Europa a l’Italia”. I social non sembrano voler uscire dalla politica.
Fonte: Matteo Salvini Twitter, Repubblica
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