L’ex ministro della pubblica istruzione Valeria Fedeli ha ammesso che il governo avrebbe contrattato con Bruxelles per avere conti più flessibili e in cambio l’Italia si sarebbe accollata i migranti.
Aveva già sganciato la “bomba” Emma Bonino, che è stata Ministro degli Esteri nel governo Letta: “All’inizio non ci siamo resi conto che era un problema strutturale e non di una sola estate. E ci siamo fatti male da soli. Siamo stati noi a chiedere – prosegue – che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia, anche violando Dublino. E nel 2014-2016 che il coordinatore fosse a Roma, alla Guardia Costiera e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia, lo abbiamo chiesto noi, l’accordo l’abbiamo fatto noi, violando di fatto Dublino. Disfare questo accordo adesso è piuttosto complicato. Io non apprezzo per niente né l’atteggiamento spagnolo, né francese, né quello degli altri. Ma un po’ ci siamo legati i piedi e un po’ francamente abbiamo sottovalutato la situazione. Io non credo che la settimana prossima arriveremo a una soluzione”.
Ora anche l’ex ministro dell’istruzione Fedeli ha avvalorato le parole della Bonino: “Giustamente abbiamo negoziato la flessibilità ma perché facevamo un’operazione sugli immigrati. Giusto o sbagliato, noi abbiamo negoziato lì, con un elemento di negoziazione della flessibilità. Ed è una delle cose che diciamo attualmente al governo: negoziate alcuni elementi”. Insomma, la Valeri è anche diventata esperta di tattica politica (politica che lei – come tanti altri – aveva detto di voler lasciare se al Referendum del 2016 avessero vinto i ‘no’).
Chissà come reagirà ora lo stesso Renzi che ancora qualche tempo fa scriveva su Facebook: “Due ministri del governo italiano, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, continuano a mentire anche oggi a proposito di flessibilità europea e immigrazione. Quei due o sono bugiardi o sono ignoranti, nel senso che ignorano i fatti”. L’ex segretario del PD aveva infatti sempre sostenuto che la flessibilità sui conti doveva essere parte di un accorto per eleggere Jean Claude Junker. Staremo a vedere come e se si difenderà.
Fonti: Tagadà, Facebook Alessandro Di Battista
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